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Ciao lettori, oggi è stata proprio una bella giornata, piena di soprese (ok, con questa opening line non credo vincerò mai il Macchianera Blog Award per il miglior post, ma pazienza).

È cominciata con la pubblicazione su Vibrisse, il blog di Giulio Mozzi, della raccolta di tutte le composizioni inviate dai lettori  in estate/inizio autunno per l’iniziativa “Le Lodi del Corpo Maschile”:

http://vibrisse.wordpress.com/2013/10/17/credevate-che-fosse-finita-con-lodi-del-corpo-maschile-e-invece-adesso-comincia-il-gioco-al-massacro/

Ovviamente in mezzo al pidieffone ci sono anche due miei poemetti, uno sul piede e l’altro sulle natiche. Sì, lo so, non sono una poetessa e in confronto a certi componimenti, dovrei sotterrarmi dalla vergogna. Non vi preoccupate: ho già provveduto. Ma intanto, a partecipare al gioco mi sono divertita e in più ora faccio parte anche io della raccoltona di Fantozzi (senza offesa per Giulio e i poeti!). Che tuttavia verrà sfoltita e – se tutto va bene – ne verrà estratto un libretto cartaceo con i migliori pezzi. Si possono addirittura votare i nostri preferiti (per ora solo nella sezione “Tra capo e collo”), quindi perché non farlo subito, su Vibrisse?

E già dopo questa inaspettatezza (inaspettatezza?) ero cuor contento. Ma poi mi è successo di avere mandato a Camilla Ronzullo una composizione per il quarto kit del progetto WOR(L)DS e di avere aggiunto all’e-mail qualche riga, per ringraziarla di cuore dell’effetto che il suo gioco letterario sta avendo su di me. Beh, Camilla non mi ha citata sulla sua pagina Facebook? Son soddisfazioni, come direbbe una mia amica.

Orbene, ecco l’estratto dell’e-mail che lei ha condiviso:

“Da EVE:
Volevo anche dirti che questa è la terza puntata di Wor(l)ds alla quale partecipo e sono stupita di ciò che questo progetto sta “producendo” dentro di me. Ho iniziato a mandarti scritti così, tanto per fare, più spinta da un amico che per vera convinzione. Invece vedo che il pensare a una composizione di sole 900 battute e con materiali giá dati, mi sta costringendo in qualche modo a ripensare il mio modo di scrivere.
#worldszelda2013
#ioviadoro”

Ed è tutto vero: quando ho cominciato a giocare a WOR(L)DS, lo facevo senza convinzione e non avendo ancora capito quale razza di brillante idea Camilla avesse avuto. Qualche materiale e un limite di 900 battute: massima semplicità per il massimo risultato! Camilla, ma stai scoperchiando la mia anima di scrittrice!

Provate anche voi, se ne avete voglia, a mandare un pezzo. Vi assicuro che non è così semplice come sembra e forse vi costerà anche fatica. Ma vi farà scoprire dei tesori: garantito.

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Una mattina di primavera il pensionato Alfio decise di fare uno scherzo a tutti e si mise in tasca una parola: la parola “sole”. Poi si divertì ad osservare le persone per strada che cercavano di dire: “Che meravigliosa giornata oggi, c’è proprio un bel….” e si bloccavano, smarriti e con la faccia da pesci lessi. Oppure gli innamorati che si guardavano negli occhi sospiranti: “Tu sei il mio ….”,  ma non riuscivano a completare la frase, perchè non usciva loro nulla dalla gola. Il giorno dopo Alfio fece uscire il sole dalla tasca e decise che lo scherzo era troppo divertente. Così mise via l’affidabilità, lasciando così tutte le pubblicità di automobili a bocca asciutta. Fu poi la volta del sorriso, della fine, della frutta, della stanchezza e dell’uscita: Alfio aveva trovato un nuovo hobby, un modo per sfuggire alla noia dei giorni da pensionato! Ma un giorno volle strafare e si mise in tasca la pafanda, pregustando con emozione il gran scompiglio che l’assenza di questa parola avrebbe portato ovunque: scuole, uffici pubblici, locali, case private. Per cominciare sarebbe andato al bar a vedere l’effetto che faceva. Ma poichè purtroppo dopo pochi minuti giunse la sua ora, Alfio non potè godersi lo spettacolo e la parola rimase là, nella tasca della sua giacca, dove si trova tuttora.

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