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Posts Tagged ‘piede’

Qualche tempo fa, attraverso Giulio Mozzi, ho scoperto il divertente blog di Alessandra Celano, fatti di poesie e giochi di parole. Uno dei giochi di Alessandra è quello di passare un testo varie volte attraverso il traduttore automatico di Google e vedere che cosa ne viene fuori, come qui.

Ho voluto provare un identico esperimento col mio stesso componimento sul piede, quello del post precedente. L’ho passato al setaccio di spagnolo, polacco, gallese e di nuovo italiano. Ecco che cos’è accaduto:

Il tasso di andare:
passo dopo passo, fino a quando nel Congo.
Piedi e le mani,
possesso del corpo, e persino il mondo

AGOSTA in fiamme
out (stupendo!)
Air Carmelita.
Ammiro, sai, piangendo.

Piedi, gambe ebano, avorio,
gambe ossute, le gambe di spessore,
con il profumo della vita e della proprietà.

Questi gustosi dita,
mordicchiosi metatarso …
Il mio sogno è pazzo!

Credo che, purtroppo, l’adulterio,
carezzandoti tallone,
Oh, come vorrei!
Buon Dio, vo Bring It!

Ci vorrà un anno
così con ammirazione,
riassunto viso
in combinazione.

Tassi Chunky, obiettivi di interesse,
alluce, piedi Mini.
Amo il tallone.

Tarsi, Magno falange me!
Se possiamo, piccoli piedi
morso con le zanne!

 

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Dite la verità: speravate che io avessi smesso di partecipare ai giochi letterari di Giulio Mozzi, eh? Credevate che non vi avrei più appestati con i miei bizzarri componimenti, giusto? Desideravate smettere di leggere i miei versi, vero? E invece no!Per la vostra disperazione e il vostro disgusto, vi propongo oggi nientepopodimeno che un mio sonetto minore doppio; ebbene sì!

Giulio ha lanciato qualche giorno fa l’idea di creare una raccolta di componimenti, scritti dai lettori del suo blog, in lode delle singole parti del corpo maschile. Queste lodi contemporanee echeggiano un volume del 1536 di Clément Marot intitolato Les Blasons Anatomiques du Corps Féminin. L’idea finale di Giulio è di farne un libro digitale, contenente i pezzi giudicati migliori. Ecco qua le regole del gioco. 

Come potevo quindi resistere? E poichè mi piacciono le sfide, ho voluto scegliere la parte del corpo che in realtà mi attira di meno, ossia…suspense…..rullio di tamburi.. grande attesa….IL PIEDE! Ho quindi estratto tutta la mia creatività ed ecco ciò che ho composto.

Vi riporto il testo anche qua, per comodità. Mi farebbero piacere i vostri commenti; ovviamente non obbligatoriamente per dire “Brava!”. Ci mancherebbe.

Lodi del corpo maschile / Il piede (sonetto doppio)

di Eveline Dietmann

Il piede reca lontano:
passo a passo, fino in Congo.
Il piede, e non la mano,
regge il corpo e pure il mondo!

Nel caldo agostano,
si lascia (stupendo!)
all’aria, carmelitano.
E io l’ammiro, sai, piangendo.

 

Piedi d’ebano, piedi d’avorio,
piedi ossuti, piedi adiposi,
con odor di vita e cose.

Quelle dita appetitose,
i metatarsi mordicchiosi…
Io li sogno: è già delirio!

Penso ahinoi all’adulterio,
carezzandoti il tallone,
Oddio che desiderio!
Santo ciel, vò nel pallone!

Ci vorrebbe un annuario
che, con ammirazione,
faccia un sommario
dell’articolazione.

Piedi tozzi, piedi fini,
piedi grossi, piedi mini.
Amo tanto anche il calcagno.

Il tarso, una falange: me li magno!
Se potessi, quei piedini
morderei, con i canini!

 

 

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